Barko's profileIl SassolinoPhotosBlogLists Tools Help

Blog


    30 June

    Strunzentruppen

    Vi riporto qualche estratto dall'articolo di CRISTINA NADOTTI apparso su Repubblica.it.
     
    "L'ultima tiratta del settimanale tedesco Der Spiegel  (Der Strunzen NdBG) sui vizi degli italiani, in questo caso dei calciatori, sa solo di ennesima raccolta di luoghi comuni. Con qualche aggettivo di troppo, che alla fine diventa proprio un insulto.
    Il pretesto, questa volta, lo dà il rigore rimediato al 95' contro l'Australia da Fabio Grosso, e trasformato da Totti: l'editorialista Achim Achilles paragona i nostri calciatori ai tipi da spiaggia che incontra in vacanza sull'Adriatico, alle tante "forma di vita parassitarie", mammoni "maligni" che sfruttano le donne e sanno solo lamentarsi.
    Dopo la descrizione delle qualità negative degli italiani, il giornale tedesco, dà già per scontato che gli azzurri batteranno ai quarti "gli scalcitanti taglialegna che vengono dall'Ucraina" (complimenti anche per loro, come si può notare), che la Germania batterà a sua volta l'Argentina e che a quel punto si regoleranno "un paio di conti aperti".
    In effetti già il titolo non lascia dubbi sulle opinioni di Achilles : "Viscido e insudiaciato" si riferisce al passaggio del turno dei nostri, ottenuto, secondo l'editorialista, coi soliti trucchetti, con un rigore "discutibile", da calciatori che ricordano i tipi da spiaggia perennemente affaticati (ehm..) che millantano molto e sono dei buoni a nulla. Ma untuoso, capace di vincere solo in maniera sporca appare nella descrizione del giornalista l'italiano tipo: un punto di vista davvero opinabile, soprattutto perchè esplicitato in maniera del tutto superficiale dopo l'osservazione del tipo da spiaggia dell'Adriatico che, se anche rispondesse alla descrizione, è davvero scorretto assimilare al "tipico italiano".
    "L'uomo italiano, chiamiamolo Luigi Fiorello - scrive il giornalista - è una forma di vita parassitaria, non può vivere senza un animale ospite dal quale succhia più che può. Luigi Fiorello è perennemente impegnato a mostrare il suo bisogno di aiuto, il suo obiettivo primario nella vita è l'ostentazione continua di affaticamento e il suo animale ospite preferito è "La Mama", la sua nutrice tettona che gli lava i calzini e gli ciuccia ogni giorno la pasta con un bel sugo denso"...ecc..e via a descrivere l'italiano mammone "che sta in casa fino a 30 anni, poi si sposa e trasforma una "bella ragazza" in un'altra mamma tettona alla quale non presta nessuna attenzione, impegnato com'è a lucidare la sua Fiat e parlare d'auto."
    Ed ecco la descrizione del gioco italiano, che Achilles fa tratteggiando le mosse del tipo da spiaggia che si concede al pubblico dopo una lunga serie di riti vanesi. "Cammina impettito in giro per ore, per giocare alla fine cinque minuti, salta come un cretino tutt'intorno, sbraita come ha visto fare in tv, preferisce giocare la palla a terra in modo da colpire meglio le ossa degli altri".
    Tralasciamo la descrizione del bellimbusto che infine si butta in mare per attirare l'attenzione delle signorine (meglio se turiste tedesche, ammette il giornalista). Alla fine dell'articolo la metafora viene spiegata. "Quel che è accaduto ieri non è dunque inusuale - chiosa Achilles - Grosso è caduto in area di rigore e sogghignava mentre era ancora in volo. Il non meno viscido Totti ha trasformato e poi si è succhiato il pollice. E' andata come sempre. Venerdì saranno gli scalcitanti taglialegna dell'Ucraina ad essere oliati e impastoiati. Così, seppur buoni a nulla, gli italiani arriveranno di nuovo fino alla semifinale. Ma poi, cari Luigi, non sarà sempre domenica. Noi dobbiamo ancora un paio di conti aperti dall'ultima vacanza italiana".
     
    (27 giugno 2006)
     
    27 June

    Amistad

    Dura la vita di chi crede nell'amicizia...chi non si è mai sentito tradito, deluso o incompreso dalla persona che credevamo non potesse ingannarci mai?
    Essere un vero amico è un compito tutt'altro che facile, lo riconosco..occorre essere spontanei, disinteressati, disponibili, comprensivi, pazienti, tutte qualità rare di questi tempi, frenetici e spesso superficiali..ma anche dimostrarsi fermi quando è il momento, non mentire mai a parte quando una piccola bugia è detta per il bene dell'amico, saper mettere davanti alle proprie responsabilità, ma capire anche il bisogno di libertà dell'altro.
    Ci sono amicizie che muoiono per eccesso di amore, che si stritolano per la paura di perdersi, altre che sfumano nella vita, altre ancora che si spezzano per le incomprensioni che causano i nostri silenzi.
    La paura di vederci chiaro nelle situazioni è una delle peggiori cause di allontanamento, così come l'orgoglio, quando viene usato nella maniera sbagliata ci illude di essere nella ragione....ma non  è così.
    Quando una persona conta davvero non possiamo perderla, non dobbiamo vergognarci di compiere il fatidico "primo passo", essa lo apprezzerà in futuro, eliminiamo il cinismo (che spesso brucia come acido cloridrico) dalle nostre parole e non rinfacciamo di continuo gli episodi infelici. Ma quando occorre chiarire bisogna essere essere lucidi e limpidi e mettere l'amico in questione davanti alla realtà dei fatti, snocciolando per benino fatti e controfatti, restare in silenzio a volte viene interpretato come segno di torto...
    Ma è ovvio che quando le barriere diventano invalicabili, occorre ragionare lucidamente e fare delle scelte.
    Forse sono un sacco di banalità, me ne rendo conto, ma per esperienza personale posso dire una cosa...avevo degli amici che per me erano diventati la mia prima famiglia, con i quali ogni cosa sembrava possibile, con i quali ho passato molti dei momenti più belli della mia vita, abbiamo progettato viaggi, scoperto la letteratura, la psichedelia, l'ebbrezza, le risate, i dolori,  l'impegno, ci siamo scambiati i sogni, gli amori, credevamo tutti in valori comuni e il domani era posto felice, che però lasciavamo ai grandi...noi, quelli veri, di quei tempi là, siamo rimasti su un'isoletta sperduta del Pacifico, a vivere di pace e amore con i nostri fratelli del passato e del futuro.
    Ora siamo noi e siamo altri. Con alcuni di loro il rapporto e cresciuto ed è anche fiorito, con altri no, la vita si è frapposta, a volte anche brutalmente fra noi.
    Ma ho smesso di vivere nel passato, il dolore per alcuni accadimenti mi ha fatto crescere...io che non avrei mai voluto diventare grande, e che lotto ogni giorno per mantenermi, per quanto possibile, Piccolo Principe...
    Dedico tutto questo all'ex proprietaria di Charlie, con l'augurio di continuare a credere in tutto quello che mi ha raccontato, perchè condivido i suoi valori e la sua fiducia nell'amicizia, e so che è sincera.
    L'amicizia...non è poco, no.
    22 June

    Sogno o son desto?

    E' da un po' di tempo che latito, m'illudo di non aver tempo da perdere con questo modesto blog che viaggia nella rete come una pietruzza meteoritica nello spazio...ma il tempo nè si perde nè si trova visto che nessuno sa realmente di che si tratti. In compenso leggo assiduamente ciò che scrivono gli altri, da Ennio Flaiano a Dario de Seppo, da Montale alle dichiarazioni di Borrelli, da Guy de L'Isle al Giudizioso Panetta (che non mi perdonerà l'aggettivo).
    Ho sognato di passare un'intera notte con Bjork, io e lei, sdraiati fra drappi intrecciati e vini fruscianti, a parlare come due amanti (beh, io la amo da tempo ma lei non lo saprà mai). L'ho pregata di tornare a fare ancora del cinema, perchè dopo "Dancer in the Dark" (di Lars von Trier) valsole il premio Oscar come migliore attrice, nn l'ho potuta scordare. Vi assicuro che nell'intimità è anche un'ottima e attenta e dolce amante, che gli si imporporano le guance ai complimenti, che gli occhi le divengono scuri e profondi come i boschi di notte.
    Ma basta parlare di lei, in fondo, a chi puo' importare  una notte d'amore immaginaria?
     
    Inutile dire che lo studio è sempre più difficoltoso, l'afa ci incolla, ma gli impegni se tutto va bene vanno diminuendo (forse)...ieri alle nove con l'orchestra del Conz abbiamo suonato all'aperto in P.zza Bodoni (To), nel giorno più lungo dell'anno il cielo si è allungato fino a toccore l'indaco, gli archi sfregavano (cercando per la verità di accarezzare) Bach, la gente sembrava più dolce al suono di quelle note antiche, i clacson miracolosamente tacevano e il vento rinfrescava la mente...fino agli applausi tutto era immerso in una sorta di sogno sovrapposto.
    Non c'è tempo.
    Finito il concerto devo schizzare a Collegno per le prove con i cantanti fino all'1.00!!!(a.m.).
    Rischiata una furibonda lite col comitato dei vicini che domani (ah, gli abitanti del giorno!) devono lavorare, m'infilo fra le lenzuola, fruscianti anch'esse, dove comincia il mio "doppio sogno"---> il primo lo avete testè letto, x il secondo andate a sbirciare sul blog di Miri...
     
    P.S. Per prolungare la mia nottata con Bjork, ho dovuto dormire fino a mezzogiorno...eeeehh, dura la vita dei sognatori, non trovate? ;)
    05 June

    Arena

    Il concerto dei miei sogni, finalmente l'ho visto...Roger Waters, la mente e il braccio dei Pink Floyd, all'arena di Verona, pietra su pietra, ha riproposto parte del grande repertorio pinkfloydiano.
    E' stata un'emozione incredibile, forse uno dei più bei concerti che abbia visto, e chi mi conosce sa quanti e quali ne abbia passati!
    Minacciati da pioggia, cullati dal crepuscolo incipiente abbiamo atteso su pietre antiche quasi duemila anni (non il suo ingresso, le pietre^_^) uno degli artisti che ha segnato indelebilmente la storia della musica occidentale del nostro secolo. L'ingresso dei musicisti è stato annunciato dai fulmini alle loro spalle, quasi che l'elettricità che pervadeva l'arena potesse influenzare i nembi!
    Prendono forma e sostanza pezzi indimenticabili, tornano a risuonare le note di "Shine on you crazy diamond", "Wish you were here", "Set the control for the heart of the sun"(!!!), "Sheep", "Have a cigar"...
    Poi partono i pezzi di The Wall, mastodontico doloroso e visionario concept sul grande muro, reale e psicologico con pezzi come "Vera", "Another brick in the wall" parte prima e seconda, l'incredible "Bring the boys back home" (il titolo dice tutto), "The Trial"....un sistema di casse in dolby surround posizionate fra il pubblico rende questo ancora più coinvolto nel concerto, attorniato da suoni misteriosi, risate inquietanti, versi animaleschi...urla lancinanti che hanno fatto saltare dalla sedia un'intero gruppo di ignari ascoltatori!!!! Ora ci si muove verso The final cut, naturale prosecuzione e conclusione di The Wall...il "taglio finale" segna anche la definitiva frattura fra Waters e i Pink Floyd, non più compatibili fra loro, musicalmente e umanamente. Tutto nei Pink Floyd è simbolico, come nei miti, del resto, niente sembra accaduto per "caso". Pezzi incredibili come "The fletcher memorial home" e "When the tiger broke free" avvolgono commuovono e emozionano. Tutto ovviamente condito da viedo inscritti in una circonferenza sopra le teste dei nostri, con immagini scollegate dai testi, ma a loro misteriosamente legate dalle simbologie che ognuno può trovare dentro di sè.
    Pausa.
    Si ricomincia con l'esecuzione integrale di The Dark Side of the Moon.
    Semplicemente grandioso!
    Torna la psichedelia di "On the run", rivivono i ricordi, si gode, si gode tantissimo, le cantanti inanellano una preziosa "The great gig in the sky", si allarga il cuore con "Breathe" e "Us and them"...le sveglie di "Time" squarciano l'aria mentre l'elettricità di fondo raggiunge livelli altissimi, l'intera arena oscilla cantando ed emozionandosi nota dopo nota, mi sembra di stare in mezzo al mare..le splendide "Brain damage" e "Eclipse" chiudono ma...c'è ancora tempo per l'epica "Confortably numb".
    Indimenticabile, davvero, ringrazio i miei compaggi di viaggio e il vento levatosi dopo Wish you were here...
     
    and if the band your'e in starts playing different tunes
    I'll see you on the dark side of the moon.