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30 March GiuramentoMi è capitato sotto mano per caso e l'ho trovato indiscutibilmente bello e nobile, così ho pensato di riproporvelo per chiunque si fosse mai domandato cosa fosse o non conoscesse il
Giuramento di Ippocrate
Giuro di esercitare la medicina in libertà e indipendenza
di giudizio e comportamento;
di perseguire come scopi esclusivi la difesa della vita,
la tutela della salute fisica e psichica dell'uomo
e il sollievo dalla sofferenza.
E' stato (ri)scoprire che dopo il verbo "amare" il più bello deve essere probabilmente il verbo "aiutare".
Ma forse significano in fondo la stessa cosa, o no? 27 March Donne in rinascitaPiù dei tramonti, più del volo di un uccello, la cosa meravigliosa in assoluto è una donna in rinascita.
Quando si rimette in piedi dopo la catastrofe, dopo la caduta.
Che uno dice: è finita.
No, non è mai finita per una donna, una donna si rialza sempre, anche quando non ci crede, anche se non vuole.
Non parlo dei dolori immensi, di quelle ferite da mina anti-uomo che ti fa la morte o la malattia.
Parlo di te, che questo periodo non finisce più, che ti stai giocando l'esistenza in un lavoro difficile, che ogni mattina è un'esame, peggio che a scuola.
Te, implacabile arbitro di te stessa, che da come il tuo capo ti guarderà, deciderai se sei all'altezza o se ti devi condannare. Così ogni giorno, e questo noviziato non finisce mai.
Oppure parlo di te,
che hai paura anche solo di dormirci con un uomo, che sei terrorizzata che ti tolga l'aria, che non flirti con nessuno perchè hai il terrore che qualcuno s'inflirti nella tua vita.
Peggio: se ci rimani presa in mezzo tu, poi soffri come un cane.
Sei stanca: c'è sempre qualcuno con cui ti devi giustificare, che ti vuole cambiare, o che devi cambiare tu per tenertelo stretto.
Così stai coltivando la solitudine dentro casa.
Eppure te la racconti, te lo dici anche quando ne parli con le altre: "Io sto bene così. Sto bene così, sto meglio così".
E il cielo si abbasso di un altro palmo.
Oppure con quel ragazzo con cui sei andata a vivere, ci hai abitato Natali e Pasque. In quell'uomo ci hai buttato dentro l'anima ed è passato tanto tempo, e ne hai buttata talmente tanta di anima, che un giorno cominci a guardarti dentro lo specchio perchè non sai più chi sei diventata.
Comunque sia andata ora sei qui, e so che c'è stato un momento che hai guardato giù e avevi i piedi nel cemento. Dovunque fossi ci stavi stretta: nella tua storia, nel tuo lavoro, nella tua solitudine.
Ed è stata crisi, e hai pianto.
Dio, quanto piangete!
Avete una sorgente d'acqua nello stomaco!
Hai pianto mentre camminavi in una strada affollata, alla fermata della metro, sul motorino. Così, improvvisamente, non potevi più trattenerlo.
E quella volta che hai preso la macchina e hai guidato per ore, perchè l'aria buia ti asciugasse le guance?
E poi hai scavato, hai parlato, quanto parlate, ragazze!
Lacrime e parole.
Per capire, per tirare fuori una radice lunga sei metri che dia un senso al tuo dolore.
"Perche faccio così? Perchè ripeto sempre lo stesso schema? Sono forse pazza?"
Se lo sono chieste tutte.
E allora vai giù con la ruspa dentro la tua storia, a due, a quattro mani, e saltano fuori migliaia di tasselli.
Un puzzle inestricabile.
Ecco, è qui che inizia tutto, non lo sapevi? E' dal quel grande fegato che ti ci vuole per guardarti così, scomposta in mille coriandoli, che ricomincerai.
Perchè una donna ricomincia comunque, ha dentro di se un istinto che la trascinerà sempre avanti.
Ti servirà una strategia, dovrai inventarti una nuova forma per una nuova te.
Perchè ti è toccato riconoscerti di nuovo, presentarrti di nuovo a te stessa. Non puoi essere quella di prima. Prima della ruspa. Non ti entusiasma? Ti avvincerà lentamente. Innamorarsi di nuovo di se stessi, o farlo per la prima volta è come un diesel.
Parte piano, bisogna insistere, ma quando va, va in corsa.
E' un'avventura ricostruire se stesse, la più grande. Non importa da dove cominci, se dalla casa, dal colore delle tende o dal taglio di capelli.
Vi ho sempre adorato, donne in rinascita, per questo meraviglioso modo di gridare al mondo "sono nuova" con una gonna a fiori o con un fresco ricciolo biondo.
Perchè tutti devono capire e vedere: "Attenti: il cantiere è aperto, stiamo lavorando anche per voi, ma soprattutto per noi stesse".
Più delle albe, più del sole, una donna in rinascita è una grande meraviglia.
Per chi la incontra e per se stessa.
E' la primavera a Novembre.
Quando meno te l'aspetti.
Diego Cugia
Letteratura americana"Ma il cuore gli era agitato da una rivolta continua. La notte, nel letto, lo perseguitavano le ambizioni più grottesche e fantastiche, il cervello gli tesseva un universo di sfarzo indicibile, mentre l'orologio ticchettava sul lavabo e la luna gli intrideva di luce umida gli abiti sparsi alla rinfusa sul pavimento. Ogni notte alimentava le sue fantasie finchè la sonnolenza si abbatteva con un abbraccio dimentico su qualche scena vivace.
Per un certo periodo queste fantasie gli procurarono uno sfogo all'immaginazione; erano un'intuizione confortante dell'irrealtà nella realtà, una promessa che la roccaforte del mondo era saldamente basata sull'ala di una fiaba."
F.S.Fitzgerald
Il grande Gatsby
ed.Mondadori 24 March Il NeroIl nero, il colore più colore di tutti, che sotto la sua apparente coltre assassina, nasconde in realtà tutti gli altri colori, e assorbe la luce.
Devo ammettere che ne sono affascinato, e non mi dispiacerebbe vedere una mostra che magari passi da Rembrandt a Burri a che so, Goya (altri...boh?).
Il nero è "abito mentale, incesto tragico della perdita" secondo Ruggeri.
Non è che puoi decidere di entrarvi, forse appartiene davvero a una sorta di "abito" invisibile, che magari non ricordavi nemmeno di possedere.
Cito ancora da Ruggeri:
"...è appunto la nozione di bosco perenne, di passeggiata infernale, di roveto ardente, in cui sei esistenzialisticamente gettato, senza prevedere mai se l'arte possa ancora essere una salvezza". Occorre ricordare che tutti i compagni di strada di Ruggeri hanno fatto una triste fine.
Il non avere scampo, che magari, nel fuoco del nero, attende anche una rinascita, che pure non sai quanto (e come) può realmente essere rigenerativa.
Concludo con una convincente stringa del critico Goldin, che molto meglio di me, riesce a esprimere adeguatamente il concetto: "...occorre un'ansa appena più chiara del nero, quasi un nero in minore affinchè il nero sia la non esatta stesura del buio".
...che sia questo piovoso giovedi? 23 March Questa è una poesiaL'invito al viaggio (L'invitation au voyage)
T'invito al viaggio
in quel paese che ti assomiglia tanto.
I soli languidi dei suoi cieli annebbiati
hanno per il mio spirito l'incanto
dei tuoi occhi quando brillano offuscati.
Laggiù
tutto è ordine e bellezza
calma e voluttà.
Il mondo si addormenta
in una calda luce di giacinto
e d'oro.
Dormono pigramente i vascelli
vagabondi
arrivati da ogni confine
per soddisfare i tuoi desideri.
C.Baudelaire
da Le Fleurs du Mal Non è una poesiaEccoti.
Traccio con un dito il tuo profilo
che è il profilo del mondo,
nuvole pellegrine
additano gli orizzonti
e una rinascita.
Il sole sparpaglia grano
fra i tuoi capelli,
campi a maggio
che cullano il tempo.
Capriole d'albe e tramonti
cataclismano i sussurri
che smuovono le maree,
le mani che accarezzano il mio volto
sono il canto più dolce.
E io respiro.
Il mio cuore trafitto
torna a essere un porto
di stelle.
Con te. 22 March Seconda primaveraOggi è il mio compleanno. Se qualcuno là fuori mi vuole bene lasci pure un messaggio dopo il segnale acosmico, sono arrivato quasi a un quarto di secolo, comincio a ringiovanire!
Vi prego, non smettete di amarmi, questa è musica per me. 21 March Musica & politicaIn questi giorni sul blog di un mio caro amico, ha preso vita un dibattito appassionante che mi ha piacevolmente rassicurato su un fatto: le persone continuano più che mai a interessarsi a tematiche "politiche".
Perchè la musica è certamente politica, come qualunque altro atteggiamento sociale lo è, come qualunque forma d'arte la riflette.
Politica è fare delle scelte commerciali, etiche, è leggere il giornale, esprimere un opinione, comprarsi un paio di scarpe o prendersi un caffè. Scegliere di non fare tutte queste cose.
La musica è una forma di espressione, e l'espressione è la foce del nostro sentire, quindi la politica altro non è che il risultato del nostro vissuto e di una nostra personale visione del mondo.
Ecco perchè se per alcuni, canzoni come La storia, o Khorakhanè o La locomotiva sono dei capolavori di poesia e impegno, per altri esse dicono poco o nulla, o vengono bollate come "politiche" (sono costretto a usare le virgolette, perchè l'accezione comincia a diventare sdrucciola).
E ve lo dice uno che è cresciuto a Nomadi e Bertoli e compagnia bella...
Il tentativo di creare una canzone totalmente distante dalla politica, risulta impossibile.
Renga? Ramazzotti? Pausini? D'Alessio? Anastacia? Spagna? Cremonini? Bocelli? Britney? Vibrazioni? Boy bands? Fanno parte di un sistema, ne riflettono un aspetto non marginale, e vi si riconoscono in tanti che cercano di imitarne lo stile, il modo di vestirsi (e quindi di consumare), lo status.....quindi creano una visione del mondo, contribuiscono a formare un immaginario. Non a caso vengono ascoltati e apprezzati da un certo tipo di persone. Sia chiaro che non giudico e non pregiudico, constato. E faccio una scelta, cioè quella di non ascoltarli, sebbene con molta tranquillità ammetto di apprezzare diverse delle canzoni dei suddetti.
Mi sembra superfluo ricordare che determinati artisti vengono supportati e distribuiti dai media con una insistenza insopportabile che mi fa meditare il suicidio artistico...anche se sto superando questa fase.
Ma Gaber? Eh....
Ad ogni modo, la canzone d'autore "politica" è un patrimonio inestimabile, autori come Bob Dylan, John Lennon, F. de Andrè per citare i primi che mi vengono in mente, hanno contribuito alla creazione di una sensibiltà universale che ha messo in comunicazione molte anime.
L'uomo che ama e pratica la musica è comunque cittadino di un mondo grandissimo e messaggero di pace. 19 March Considero valoreIn momentanea assenza d'ispirazione, lascio salire in cattedra Erri De Luca, scrittore e poeta campano che apprezzo molto e che ho conosciuto nel pieno dell'estate, a ispirarvi.
Considero valore
Considero valore ogni forma di vita, la neve, la fragola, la mosca.
Considero valore il regno minerale, l'assemblea delle stelle.
Considero valore il vino finchè dura un pasto, un sorriso involontario, la stanchezza di chi non si è risparmiato, due vecchi che si amano.
Considero valore quello che domani non varrà più niente, e quello che oggi vale ancora poco.
Considero valore tutte le ferite.
Considero valore risparmiare acqua, riparare un paio di scarpe, tacere in tempo, accorrere a un grido, chiedere permesso prima di sedersi, provare gratitudine senza ricordarsi di che.
Considero valore sapere in una stanza dov'è il nord, qual'è il nome del vento che sta asciugando il bucato.
Considero valore il viaggio del vagabondo, la clausura della monaca, la pazienza del condannato, qualunque colpa sia.
Considero valore l'uso del verbo amare, e l'ipotesi che esista un creatore.
Molti di questi valori non ho conosciuto. 18 March CoincidenzeC'è ancora chi non crede nelle coincidenze,
mentre le coincidenze sono quanto di più si trovi e si prepari al mondo,
a meno che non siano le coincidenze
la vera logica del mondo.
J.Saramago
17 March SubmissionUn paio di sere fa, sottoterra, un gruppuscolo di personcine si è amabilmente riunito per trascorrere qualche ora insieme, felici soltanto di essersi ritrovati senza ansie esistenziali o aspettative erotiche (...).
Guardiamo un film, nella fattispecie "The Butterfly Effect", che lascia tutti più o meno colpiti dalle stravaganza del caro cervellobello umano.
Dopo la visione e molte sigarette dopo, tento di riportare l'attenzione su di un fatto che mi ha lasciato una vaga frustrazione interiore....chissà se qualcuno ricorda la morte del regista olandese Theo Van Gogh? Propongo la visione di "Submission", primo di una serie di corti dedicati all'Islam, o meglio, alle differenti sfaccettature culturali imposte da un certo tipo di Islam più radicale ma....niente, l'indifferenza è totale. Ammetto che forse non era il caso, ma durava solo undici minuti...ma sì, neanch'io in fondo ho insistito più di tanto. Ma il fatto è grave.
Il tema scottante affrontato in Submission, quello della mancanza di libertà, della sottomissione della donna nella famiglia islamica, ha provocato l'istinto omicida del fondamentalista di origine marocchina che gli ha dato la morte in modo rituale: sparato in faccia, la gola squartata ritualmente e una lettera infilzata nella pancia che annunciava la Fatwa (la vendetta, credo) contro la sua sceneggiatrice, la somala infibulata e oggi parlamentare (olandese) Ayaan Hirsi Ali.
La pellicola è stata immediatamente ritirata da tutti i circuiti.
In rete il film si trova, è scaricabile, guardatelo e fatevi un'opinione.
Vorrei concludere questo post con un'osservazione del mio eroe, il marinaio Corto Maltese:
"...non sono nessuno per giudicare, so soltanto che ho un'antipatia innata per la censura". 15 March Gioia e doloreIncomincio subito con una considerazione che necessariamente devo esplicitare, e che devo riconoscere, mi ha portato a qualche riflessione.
Faccio riferimento al mio post precedente che, seppur composto da una singola frase, una sorta di grido sussurrato, ha ottenuto più commenti di tutti gli altri nei quali onestamente, le sbrodolature cerebrali mi avevano portato a supporre un interesse maggiore.
Forse il dolore accomuna più della gioia? Questo è certo, tutti proviamo istintivamente ed empaticamente più simpatia verso chi soffre e sanguina, al contrario di quelli che cantano e ballano. Questi ultimi hanno il potere di renderci meschini e, non sempre e non per tutti è chiaro, di seminare il bulbo dell'invidia, grande male del genere umano. Questo non è un assoluto, la felicità altrui spesso è contagiosa, risana i nostri tormenti facendoci godere di luce riflessa.
Ma va detto che la gioia è strutturalmente più soggettiva del dolore, sentimento consolatorio e universale, coperta umida di sospiri, ventre della compassione.
Ringrazio quindi i miei fratelli affettuosi e sventurati che lasciano un sassolino nel mio grande lago del Tedio, quando le sue acque ai piedi del monte ribollono d'infelicità.
Ora è passata, e ninfee di altri pianeti galleggiano insensate e meravigliose in superfice, anche nei fondali c'è movimento, qualche mulinello permane, ma sono felice.
Non odiatemi per questo. 10 March Quanto conta il direttore d'orchestra?Proprio ieri, in occasione di una piacevole serata trascorsa con i miei ex-compagni delle superiori, tra una risata e l'altra, mi è stata posta questa domanda.
Quanto conta il direttore d'orchestra.
La mia curiosa interlocutrice, un'avvenente 24enne nel pieno della sua prosperosa giovinezza, ha avanzato dubbi e mosso ragionevoli obiezioni riguardo l'effettiva utilità dell'ometto saltellante sul podio.
Come si infervorano alcuni di loro! Le loro espressioni sono straordinarie, c'è quello che chiude gli occhi, come se stesse sognando, quell'altro che apre la bocca, estasiato, e volge lo sguardo al cielo, in trance; c'è chi sorride, trasognato e chi si dispera. Sono molto simpatici...per il pubblico!
Ma in effetti, ed ecco la domanda, gli orchestrali lo guardano il direttore? Tutti intenti a suonare i loro strumenti, sembra abbiano occhi solo per lo spartito, e tutt'al più lanciano di tanto in tanto, di sfuggita, un'occhiata verso chi li dirige.
Sicchè un profano potrebbe giustamente domandarsi: a che pro tutto questo sbracciarsi se l'orchestra è sufficentemente preparata?
Occorre quindi ricordare che la suddetta orchestra non ci darebbe una grande esecuzione se il concerto non fosse preceduto da numerose (e minuziose) prove, e nella preparazione il direttore è certamente essenziale. Inoltre è proprio lui che, forte di una preparazione umana e professionale molto elevata, riesce a muovere e a dominare i marosi orchestrali, soffiando sbuffando gemendo ridendo sognando e sguazzando nel mare birichino dei suoni.
E' possibile che una nave senza capitano possa navigare...ma per quale rotta? Per quali mari? Sotto quali stelle?
08 March Quasi qualcosaEssere presente nella rete.
Che significa esattamente?
Ho passato diverse settimane lontano dal computer, caduto vittima di un potentissimo quanto misterioso virus che, parole dei tecnici (tre (3) per la precisione, di cui uno ingeniere BMW), stava letteralmente "spappolando" l'hard disk.
Ora, il punto è: quanto è importante la comunicazione virtuale per noi? Si tratta realmente di un'effettiva esigenza comunicativa, o è solo un'illusione?
Voglio dire, dopo aver sofferto come un idiota i primi giorni, e non riuscendo a immaginare la mia vita e i miei vuoti quotidiani senza la rassicurante presenza di quella molle parete che è MSN, di cui torno ad avvalermi, mi sono sentito finalmente, serenamente solo.
Non scherzo.
Dopo una settimana ero più leggero, come quando ci alziamo da tavola con ancora un po' di famina....una meraviglia, ho individuato i tempi morti, li ho innaffiati di letture e passeggiate (e sigarette, dannate!)..e innaffia innaffia...mi sono trovato a osservare deliziato e incredulo la nascita di un piccolo fiore..raro, rarissimo, profumato di sole.
La comunicazione, poveri giovani sventurati che siamo, la stiamo perdendo, nella rete scorrono fiumi di parole (mi si passi l'infelice citazione), ma davanti a un volto l'inquietudine torna a sussurrare.
Tutto è relativo, e le mie affermazioni possono essere stese al sole da chiunque, in qualunque modo, portando qualsivoglia esempio: volevo solo ricordarvi quanto si può essere splendidi e veri quando abbandoniamo i nostri trucchi nella stanza accanto.
Il pubblico di questo spettacolo è la chioma delle nostre trame.
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