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    27 December

    Il senso

    Vien poi da chiedersi il senso, sempre il senso, perchè senza un senso sentiamo che stentiamo a collocarci. Senza un senso, una direzione.
    Le feste mi rendono di regola un po' triste, perchè se non sei felice dovresti comunque esserlo, e allora mi chiedo quante sono le persone che stanno male e fanno la fila alle mense comuni, solitudini intrecciate dalla miseria, calore bramato, calore implorato e io che pretendo di non soffrire.
    Oggi quasi duecento uomini in Nigeria sono morti bruciati vivi nelle stazioni di estrazione petrolifera della Shell (o Tamoil? o qualunque altra?).
    Nel sud-est asiatico si è abbattuta l'ennesima sciagura ambientale.
    I soldati americani deceduti nella guerriglia irachena hanno quasi raggiunto il numero di quelli scomparsi nel crollo delle torri gemelle. Quasi tremila.
    E Putin.
    E le relazioni difficili con me stesso, forse solo ora che sto scrivendo mi rendo conto di cosa non va in me...non trovo il senso di me.
    Ho sempre avuto un ottimo rapporto con me, mi sapevo ascoltare, capire, sapevo cosa volevo e cosa no e non avevo paura, ma me la stanno iniettando piano piano, a forza di televisione e quotidiana afasia e ho paura di avere paura, non la voglio questa fottuta paura che paralizza le mie parole e complica orrendamente tutto.
    Sogno spesso delle porte.
    Alcune di queste solamente disegnate sulle pareti, che posso aprire sfiorandole e danno accesso ad altre stanze, alcune si aprono su spelonche buie da dove provengono sibili di aria morta, altre che conducono altrove, su prati di cielo.
    Credevo di essere libero, ma non so più come esserlo, cerco di tenermi lontano da ogni classificazione e definizione, se non quella del musicista, che per altro comincia ad andarmi forse stretta...eppure è quello che ho sempre desiderato no? Sento che ho bisogno di più, l'amore è un ottima strada per il miglioramento di se e quindi del mondo, ma il sesso non è una soluzione, il sesso unito all'amore lo è parzialmente, ma scordatevi tutti, voi amici che non trombate da anni, che questa sia LA soluzione! ...almeno per me.
    Ma cos'è alla fine questa voglia di libertà, cos'è? Non credo sia l'abbandono di tutto quel che offre la realtà, non sono le droghe leggere o pesanti, non sono gli aperitivi in centro o le gite programmate, non è il pensiero del tempo, non è il lavoro nè la famiglia che diventa obiettivamente insostenibile.
    Ho bisogno di tornare indietro nel tempo e vivere un quattro/cinquecento anni e fare un po' d'esperienza, ecco.
    Sono offeso con me stesso da come mi relaziono con gli altri, sono taciturno e imbarazzato come uno scolaretto, non riesco ad argomentare con convinzione le mie idee e confondo le cose. Ho bisogno di uno psicologo? Forse è l'isolamento nel quale mi sto confinando per studiare che mi rende così, forse a me non fa bene stare da solo, ma mi sembra che le persone mi cambino attorno e di non saper stare sulle loro lunghezze d'onda. Io ho le mie e potrei circondarmi di persone della MIA lunghezza d'onda, e così tento di fare, ma sono così poche. E non so nemmeno perchè parlo così apertamente di queste cose personali davanti a un numero di lettori praticamente infinito....forse per nascondermi meglio, o per farmi leggere da qualcuno in particolare, vero "briscola"?^:^
    Tra un pochino vado a Venezia per la seconda volta, in compagnia buona, voglio sole e bellezza e serenità e estasi.
    Mondo aspettami.
     
    22 December

    Di ingranaggio in ingranaggio

    Aveva intravisto non l'occhio semplice di una bimba, ma un baratro misterioso che s'era aperto un poco per richiudersi bruscamente.
    C'è un momento in cui qualsiasi fanciulla guarda a quel modo: guai a chi si trova lì! Quel primo sguardo di un anima che non conosce ancora se stessa è come l'alba nel cielo, il risveglio di qualcosa di splendente e d'ignoto; nulla saprebbe rendere il fascino pericoloso di quel bagliore inatteso che a un tratto illumina vagamente tenebre adorabili e si compone di tutta l'innocenza del presente e di tutta la passione dell'avvenire, quasi una tenerezza indecisa che si rivela a caso e attende. E' un tranello teso dall'innocenza a sua insaputa, con il quale esso imprigiona i cuori senza volerlo e senza saperlo.
    E' una vergine che guarda come una donna.
     
    E ancora...
     
    Lo sguardo delle donne rassomiglia a certi congegni apparentemente tranquilli ma formidabili. Ogni giorno passiamo loro accanto tranquillamente e impunemente, senza alcun sospetto, anzi a un certo momento dimentichiamo perfino che l'ordigno esiste. Si va, si viene, si medita, si parla, si ride. A un tratto ci sentiamo presi: è finita. L'ingranaggio vi tiene stretto, lo sguardo vi ha preso, non importa dove, nè come, per una vostra distrazione. Siete perduto, e finirete dentro tutto quanto: un incatenarsi di forze misteriose s'impadronisce di voi, vi dibattete invano, nessun soccorso umano possibile, cadete di ingranaggio in ingranaggio, di tortura in tortura, voi, il vostro cervello, il vostro avere, il vostro avvenire, la vostra anima; e secondo che sarete in potere di una creatura malvagia o di un nobile cuore, non uscirete da quaesto congegno spaventevole che sfigurato dalla vergogna o trasfigurato dalla passione.
     
    Victor HUGO
    I Miserabili
    ed. Mondadori
    09 December

    Non sparate su Baricco

    Vorrei qui riportare un articolo integrale del beneamato Gramellini, su uno spinoso tema di matrice letteraria che vede in parte la mia condivisione...ve lo propongo, sperando di non essere passibile di denuncia per violazione di qualcosa.
     
    NON SPARATE SU BARICCO
     
    Negli ambienti cosiddetti culturali Baricco viene ormai trattato come Berlusconi: nessuno lo prende sul serio. E' sufficiente nominarlo perchè l'interlocutore atteggi il volto a un sorriso, aspettandosi la battuta salace o preparandosi a farla. Da quando poi ha prestato il fianco ai critici, lamentandosi pubblicamente del loro trattamento, deriderlo e sottovalutarlo è diventato un gioco di società. Siano "I Barbari" o l'imminente rivisitazione del "Flauto Magico", ogni sua levata di ingegno più o meno riuscita si trascina dietro accuse di banalità e furbizia, che viceversa vengono risparmiate a una pletora di scrittori illeggibili: contemplatori estenuati del loro ombelico, ma interni alla casta intellettuale, cui li accomuna lo snobismo elitario e il disprezzo per il pubblico. Non si capisce perchè un Tiziano Scarpa o un Aldo Nove, tanto per fare due nomi che non conosce quasi nessuno, vengono considerati letteratura e Baricco intrattenimento per commesse. O forse si capisce benissimo. Baricco ha osato scrivere libri che possono indurre a leggere persino chi abitualmente non lo fa. In qualunque altro paese verrebbe ringraziato per questo. Non in Italia.
    A differenza di quella anglosassone, da secoli la nostra cultura non si rivolge all'opinione pubblica, ma a se stessa. Si considera un codice cifrato da non condividere con la plebaglia piccolo borghese. E ogni qual volta salta fuori un divulgatore che prova a farlo, gli salta addosso con le armi del disprezzo e dell'irrisione. Successe già a Montanelli, i cui libri di storia ebbero il torto di rammentare a milioni di italiani che Garibaldi e Giulio Cesare non erano coetanei. Ora tocca a Baricco, che sarà più bravo a leggere che a scrivere, ma che comunque si fa leggere, quando scrive.
     
    Massimo Gramellini
    La Stampa
    9/12/06
     
    Aggiungo che, stando alle testimonianze di chi ha vissuto l'esperimento Bookstock e assistito alla performance di Baricco, lo scrittore in questione non abbia dato prova di grande umiltà e di contatto con il suo pubblico, ostentando arie da grande luminare intellettuale della cultura italiana, criticando la prosa del Fenoglio e dando lustro e arie alla sua propria creatura, la discussa "Scuola per giovani scrittori Holden".
    Io non c'ero, non posso giudicare, ma credo che le parole del Gramellini siano vere, quando afferma che Baricco sia un divulgatore, scrive, si muove nella musica, ha creato una scuola, e perchè no vende anche benino...che male c'è? Forse ha un po' la puzza sotto il naso? Forse crede di essere troppo grande? Forse si prende troppo sul serio? Sono in effetti caratteristiche che riscontro in parecchie persone che incrocio a Cascine vica, dal panettiere, negli uffici....
    06 December

    Diciassettesimo giorno

    FONCEBADON
    h
    21/08/06
     
    Uno dei posti più incredibili del Cammino.
    Foncebadon è praticamente un villaggio fantasma... sono le rovine delle antiche case a dare il benvenuto allo stanco pellegrino, tutto è immerso nella calura immobile del pomeriggio agostino.
    La città (!) è antica, fondata più o meno intorno all'anno 900-1000 e fu nel medioevo un importante centro per i pellegrini che salivano sul monte Irago...è stata abitata fino all'inizio del XIX° secolo. Trovare posto per la notte è stato difficile, solo due albergue da 30 posti e già affollati alle 15:00...per fortuna ci hanno consentito fraternamente di dormire nella cappella adiacente all'albergue.
    Siamo, dopo giorni e giorni di pianura, tornati alle montagne, e si sta splendidamente. Il sole è una spada e le colline intonano il loro canto verde ricco di suggestioni soffiando nell'ancia del vento.
    Molti incontri in questi ultimi due giorni, la tappa di ieri l'ho fatta camminando per tutto il giorno con una tedesca dai capelli rossi (che mi aveva dato 28 anni, udite udite!) che si chiama Susi.
    Qui il cielo è immenso... stasera insalata di stelle!
     
     
    Bene, le pagine sul mio Cammino di Santiago terminano qui...per tre motivi, in sostanza, che presi singolarmente non sembrano importanti, soprattutto se li rammento a ormai quattro mesi dal viaggio, ma:
     
    1- finiscono le pagine del Moleskine che Chiara mi ha regalato per il viaggio (ho provato a comprarmi un altro quadernino, ma non c'è stato verso, sono riuscito solo a scrivere i conti delle spese, le tabelle di viaggio per le distanze e una poesiola smozzicata scritta a Muxia che ha per titolo "Finisterre")
    2- l'abitudine alla riflessione introspettiva lascia spazio alle caciare serali coi compagni di viaggio...di silenzi ce ne sono già parecchi durante i lunghi tratti a piedi, e la sera, benchè stanchi, c'è voglia di comunità
    3- si vive più che scrivere, bisogna cercare il posto per dormire, preparare da mangiare, lavarsi la roba e in più si è sfatti come portantini...la tenuta di un diario diventa sporadica.
     
    Io v'invito sempre al viaggio, di qualunque natura esso sia, per scoprire che le cose esistono davvero, e respirano...chiunque siate.
     
    "Il viaggio non è l'emozione di attimi pericolosi,
    il viaggio è la gioia del Tempo,
    pericolo è stare rinchiusi.
     
    Paese significa Storia
    e Storia significa Lingua
    impara la tua direzione
    da gente che non ti somiglia."
                                                            Il viaggiatore
                                                            Mercanti di Liquore