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    29 November

    Sedicesimo giorno

    LEON-VILLAR DE MAZARIFE
    h 16:13
    19/08/06
     
    La pioggia che per tre giorni ci ha malauguratamente accompagnato, all'arrivo a Villar ha proseguito il suo viaggio senza di noi. Dopo una notte insonne passata in un albergue di suore benedettine a Leon a causa di un esercito di "roncadores" (i russatori) di prima categoria, ci siamo rimessi in cammino.
    Leon è grande, ha una cattedrale imponente che brilla come una scheggia di marmo bianco quando ci si avvicina alla città, ci sono motorini, ragazzi, negozi, servizi di ogni tipo. Eppure dopo tanti giorni di Cammino tutto questo ti travolge lasciandoti indifferente, come un fiume che scorre senza bagnarti. 
     
    Oggi a Villar.
    Alloggio in un albergue che si affaccia su un cielo enorme (nessun edificio si frappone fra l'orizzonte e le parallele del mio sguardo) affollato di nuvole bianche e soffici e violette.
    A un tavolino una bella signora dagli occhi smaltati di grigio appunta i suoi pensieri, e la sua sagoma è parte del paesaggio ritagliata netta in un'idea. Ci guardiamo un istante...cominciamo a parlare, è svizzera ed è partita due mesi fa da Lione, in Francia, è già arrivata a Santiago e ora sta tornando, sempre a piedi. Ne ho già incontrati di pellegrini come lei, che tornano indietro a piedi, hanno tutti negli occhi e nella voce e nei gesti, qualcosa che noi non abbiamo. E non si tratta solo di Km.
    Si è presentata come "esploratrice di sogni", e di questo abbiamo parlato. Entrambi constatiamo che lungo il Cammino, a tratti, i sogni sono freqentissimi; mi insegna che occorre imparare a discernere i sogni importanti da quelli "digestivi". Le dico "Alcuni sostengono che sia solo chimica cerebrale" lei risponde "Forget it, it's only materialism".
    Dice di aver avuto spesso sogni premonitori, non ne dubito affatto.
    Le ho raccontato il sogno di ieri notte; assistevo (e nulla più) alla vita d'una bimbetta, da quando era piccola, alla pubertà, all'adolescenza, alla giovinezza, alla maturità, alla vecchiaia; la sua vita, i sorrisi, i dolori e gli incontri, una vita, tutto impresso su una pellicola sgranata.
    Sulle prime mi era sembrata Chiara da piccola....un po' le assomigliava, e poi mi manca così tanto (la sogno spesso).
    Ma la mia interlocutrice mi ha detto che quella era la "inner part of me", la mia anima. Lei sogna invece un uomo, malvagio. Abbiamo parlato a lungo, mi ha detto di scrivere sempre i sogni che faccio, considerando che tutto ciò che sogno sono io. Sogno un elefante? Devo scrivere: "Io, l'elefante..."ecc...chiaro? A voce è più facile! Ci siamo lasciati con una silenziosa promessa di reincontrarci Altrove, in un AltroQuando.
    Si chiama Isabelle.
    17 November

    Quindicesimo giorno

    BERCIANOS DEL CAMINO
    h 18:20
    16/08/06
     
    Dopo una giornata riposante e ricca di risate, vino, allegria e riposo per i miei poveri tendini, eccoci giunti a Bercianos.
    Un villaggio di capanne costruite con paglia e fango, una chiesa, un bar e la fontana.
    Fine.
    Ieri a Carillon de los Condes, una città di tutto rispetto, piccolina ma accogliente e ricca di angolini.
    Qui il nulla, e nei 12 Km da Shàgun a Bercianos pioggia e un forte vento hanno fortemente indebolito i debilitati fisici dei pellegrini, quasi due ore a camminare sotto la pioggia! Se non diventiamo "uomini veri" dopo queste prove allora addio!
    Oggi abbiamo attraversato Terradillos de los Templares, dove sorge un'antichissima chiesa fondata con tutta probabilità dal celebre ordine monastico-guerriero...
    Stasera cena comunitaria per rincuorarci, Fabio  e Erica sono riusciti a raggiungerci in pullman e si sono di nuovo uniti a noi!!!
    Questa sera preghiamo che la pioggia si allontani, e con lei il vento e i dolori, perchè le mete che ci aspettano richiederanno forza e sostanza.
    07 November

    Quattordicesimo giorno

    CARILLON DES LOS CONDES
    h 15:42
    14/08/06
     
    Oggi giornata difficile. Il gruppo si è sciolto, Fabio e Erica sono rimasti a Boadilla del Camino un giorno in più per riprendersi da malesseri vari (mal di stomaco, debolezza e dolori sparsi), noialtri siamo andati avanti ma: io sono arrivato molto dopo alla meta a causa di una tendinite al piede destro che oggi mi ha fatto davvero vedere Sant'Antonio (di San Giacomo ancora per altre due settimane non se ne parla!) più altri tre o quattro santi a scelta. Spero guarisca presto perchè di questo passo sarò costretto a prendere il pullman per riposare un paio di giorni...sob!
    Cristina (la signora quarant'enne in gruppo con noi) ha dolori allo stomaco, ma dovrebbe essere ugualmente riuscita a raggiungre gli altri.
    Gli altri sono Stefano, Matteo e Sara. Nessuno di questi tre ha (per il momento) problemi fisici seri.
    Io ho trovato posto per fortuna nello stesso paese degli altri, ma non potendo proseguire di un solo passo mi sono fermato all'albergue prima e stanotte dormo da solo. Il dolore è forte, ma devo superarlo. Un altro problema sarà cercare di riunirci tutti , perchè qua i telefoni lasciano molto a desiderare...ora vado a farmi una doccia, sperando che il futuro mi appaia meno buio!
    04 November

    I poeti sconfitti:un epitaffio

    Nel suo sguardo austero c'era quasi un tentativo di mendicare, una supplica mai esaudita, oserei dire una purezza, la purezza degli sconfitti, che è un miscuglio di labile disperazione e testardaggine. Tengono duro. Insegnano fino alla fine, sul letto di morte.
    Leggono una penultima poesia.
     
    Fleur JAEGGY
    I beati anni del castigo
    ed. Adelphi
    02 November

    Un poeta "coi controcazzi"

    Mio dio, cosa tocca vedere...ragazzi, io vi segnalo il vero, grande link della poesia fatta blog..io non ho avuto il coraggio di commentare, anche perchè amichetti e amichette del "poeta" com'egli ama definirsi, sarebbero prontamente partiti a difendere il proprio beniamino (leggetevi anche i commenti, è fondamentale). Beninteso, niente in contrario contro le vocazioni artistiche di ognuno, ma perchè definirsi poeta, ma perchè numerare tutte le poesie pubblicate, ma perchè firmarsi con un by prima del nome?
    Vabbè, io sono qui per dialogare pacificamente, con lui, se vuole contattarmi, o con qualcuno dei suoi amici e/o amiche, di poesia, da lettore autodidatta pronto a espormi al pubblico linciaggio.
    La poesia non è brandire scettro.

    Tredicesimo giorno

    BOADILLA DEL CAMINO
    h 18:00
    13/08/06
     
    La strada e il vuoto, il silenzio che chiacchiera coi pensieri, le Mesetas sono così.
    Spazi immensi ricolmi solo di nuvole e cielo e passi, papaveri come coriandoli assurdi nelle vaste distese di grano mietuto.
    Ieri i nostri compagni di viaggio torinesi ci hanno salutato, tornano alle loro vite fatte di automobili, esami, elettrodomestici, happy hour, lo stesso letto per ogni notte.
    Anche per me sarà presto così, ma le parole dette e gli incontri fatti quando non hai fissa dimora sono imparagonabili.
    Le Mesetas sono una metafora della vita, perchè qui le distanze sono ingannevoli.
    Non serve guardare la meta, ma occorre concentrarsi sul metro percorso, sui passi e sul vento. La meta arriverà. Come nella vita, concentrarsi sul presente rende migliori. Chi guarda troppo al futuro può demoralizzarsi o illudersi e quindi rinunciare o soffrire, meglio davvero, almeno qui, vivere "al metro".
    Non depreco chi vive per il proprio futuro, perchè assieme al passato, è l'unica cosa che esiste, al contrario del presente...paradossale no?
    E' affascinante esplorare l'insondabile.