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26 January La ricerca dell'infelicitàStrane sensazioni.
C'è qualcosa che non va, ma non riesco a venirne a capo, non so se siano sensazioni transitorie o se ci sia di fondo qualcosa di profondamente mutato.
Mi sembra di non avere benzina, non scocca la scintilla che fa scattare la combustione, e d'altra parte mi sto anche rompendo le palle di lamentarmi. E' come se avessi accettato troppi compromessi, sì forse è questo, troppo buonsenso per quella che è la mia natura, o magari mi sbaglio ancora. Mai avuta la sensazione di camminare su braci invisibili? Mai provata l'inquietudine del tedio? Fanculo ho anche mal di gola e non ho voglia di futuro, non ho nemmeno voglia di avere voglia. Vai a lavorare. Forse è il caso. Ma sto studiando. Con pochi frutti però, e l'albero cresce. Studia e lavora. Perchè no? Sono pigro. Mal di gola.
Che devo fare? Devo alimentare l'abisso con le droghe? Ma sono diverso e l'autodistruzione dev'essere una vocazione, io non ne ho bisogno, per autodistruggersi basta esistere, un suicidio che dura una vita.
Una puttana in un mondo senza marciapiedi, ecco, Cioran ci ha sempre visto giusto con me, o quasi, ve ne butto lì un'altra, una a caso, Se dalla tristezza ho tratto solo poche idee è perchè l'ho troppo amata per consentire all'intelletto di impoverirla esercitandovisi. E ora? che dimostro? non voglio niente, non voglio dimostrare niente o interessare nessuno, arido come un arbusto delle sabbie (mal di gola) vivo (in affitto) in un appartamento alla periferia di qualcosa. Se anche sentissi di sentire qualcosa probabilmente sarebbe il sentire di un altro me, d'un riflesso in una stanza buia, la luce sotto la porta, le chiavi a forma di fiore, un mazzo di carte vecchio.
Vivere è un lusso, d'accordo, ma perchè sfondare l'anima a colpi di spigoli? Gli spigoli mi fissano. Lame. Ho paura di come mi sveglierò domani, coi miei bisogni e i miei doveri, saturo di stabilità fasulla e assetato dalla stessa idea della sete. Parlo troppo e suono poco, o meglio, suono male, la testa è sempre altrove, e non va bene, la musica gioca strani scherzi e in questi momenti non ho davvero voglia di starle dietro e assecondarla, è tiranna, è una sirena, la prenderei a calci nel culo questa sirena, dovrei calmarmi.
Calma apparente, un assordante frastuono, dissonanze chiassose confuse, armonie affannate sconnesse.
Leggère increspature agli orli. (GLF)
19 January Erik SatieSatie.
La sua musica è come l'abito che abbiamo addosso
che non chiede di essere ascoltata,
che non vuole catturare per forza le orecchie di chi ascolta,
resta sullo sfondo,
costituisce lo scenario e
ha la clamorosa ambizione
di cambiare la vita stessa.
Il tavolo degli amici di Satie era composto da dissacratori formidabili quali Cocteau, Picasso, Picabia, Massine, Léger, Debussy, Fargue, Utrillo...eppure ancora oggi a parte i pochi e soliti ignoti che impazziscono per le sue Gymnopédies o le sue Gnossiennes, permane una stragrande maggioranza che ne ignora completamente e serenamente l'esistenza.
Eppure Satie ha influenzato con la sua musica una legione intera di compositori, ed ancora oggi la sua "ombra" si proietta sulla musica contemporanea.
Leggo che proprio insieme a Jean Cocteau, nel 1918, sarà uno degli artisti ispiratori del famoso Gruppo dei Sei e la sua musica influenzerà anche suoi contemporanei come Debussy, Ravel e Stravinskij (!!!).
Soprattutto quando la si ascolta per la prima volta, la sua musica ha qualcosa di levigato e prezioso, che "lucida" il sentire, che ci restituisce una varietà d'emozioni incredibile.
Mi era venuta voglia di raccontarvelo, Satie.
Ascoltatelo...Cage diceva di lui << Non è questione di importanza, in Satie, è che lui è indispensabile>>. 15 January PreoccupazioneLa verità, come scrive J.G. Ballard, nel suo ultimo romanzo, "Il regno a venire", è che <<i quartieri residenziali sognano la violenza. Addormentati nelle loro sonnacchiose villette, protetti da benevoli centri commerciali, aspettano pazienti l'arrivo di incubi che li facciano risvegliare in un mondo più carico di passione>>.....il fatto è che quando è il consumismo a darci la misura dei nostri valori la spiritualità si svuota, la politica si riduce a caos e la democrazia all'erogazione di un servizio pubblico come il gas e la luce.
La verità è che tutto questo comfort ci piace, ma dopo una vita di shopping ci si annoia, ci si sente vacui. E allora ci si scopre a provare un inconfessabile piacere per il crimine, a eccitarsi per il delitto.
Da un articolo di Antonio SCURATI de La Stampa
Mi viene in mente il caso del massacro di Erba...io al contrario non ho provato alcunchè davanti alla morte di quelle persone, nè davanti alla rabbia di Azouz Marzouk (ormai una celebrità) ne davanti all'apparente normalità dei due "impossibili" killer. Perchè? Sarà che ormai, e da lungo tempo i media puntano tutto sui valori spettacolari a discapito di quelli informativi, sarà che queste notizie arrivano all'ora di pranzo e cena e quindi le "digeriamo" insieme al formaggio e ci è diventato uno stomaco grosso così?
Sarà, eppure provo la strana sensazione d'una preoccupata non-preoccupazione... 12 January Ho caldoIl riscaldamento globale è una realtà che continua a sembrarci parallela, ma che diventa sempre più terribilmente presente.
Vi riporto questo "ottalogo" di piccoli gesti quotidiani e non, quelle cose che su tutti facessimo blablabalba...
OTTOCOSEDAFARE
1*CAMBIA LA LUCE
Sostituisci una lampadina normale con un'altra fluorescente (a basso consumo) per risparmiare 68.039 gr di diossido di carbonio l'anno
2*FAI A MENO DELL'AUTO
Cammina, prendi la bici, condividi l'auto o prendi i mezzi pubblice più spesso. Risparmierai 454 gr di diossido di carbonio ogni 1,61 km non percorsi in auto
3*RICICLA
Puoi risparmiare 1.088.622 gr di CO2 l'anno riciclando anche solo la metà dei tuoi rifiuti
4*CONTROLLA LE GOMME
Tenere sotto controllo la pressione dei pneumatici permette di ridurre l'emissione di gas del 3 per cento. Ciascun litro di gasolio risparmiato vuole dire almeno 2.387 gr di diossido di carbonio in meno nell'atmosfera
5*RISPARMIA L'ACQUA CALDA
Serve parecchia energia per riscaldare l'acqua. Consuma meno acqua calda installando un rubinetto a getto ridotto (per risparmiare 158.757 gr di CO2 l'anno) e lava i vestiti in acqua fredda o tiepida (per risparmiare 226.796 gr di CO2 l'anno). Aggiungo, quando facciamo la doccia, interrompiamo il getto d'acqua calda mentre ci insaponiamo, so che a molti sembrerà una bestemmia contro il proprio MERITATO relax, ma abbiate un minimo di coscienza!
6*EVITA GRANDI IMBALLAGGI
Puoi risparmiare 544.311 gr di diossido di carbonio riducendo i tuoi rifiuti del 10 per cento
7*REGOLA IL TERMOSTATO DI CASA
Sposta il tuo termostato di 2 gradi in meno d'inverno e di 2 in più d'estate (?):con questo spostamento minimo puoi risparmiare circa 907.185 gr di diossido di carbonio l'anno.
8*PIANTA UN ALBERO
Un solo albero assorbe almeno 1 tonnellata di CO2 nella durata della sua vita
Ehm....e adesso? Io queste cosine ve le riporto da un volantino agguantato al cineforum, in pratica è la pubblicità di "Una scomoda verità", film nelle sale dal 19 gennaio.
E questo è tutto.
10 January PartenzeOggi post faceto ma non troppo.
Ieri sera due partenze, Panetta a Dublino, Gulino a Cuba.
Però.
Ho cercato di creare un' istanza, un momento per salutare chi forse non avrebbe voluto essere salutato e "intervistato", il valoroso ier sera era depresso, non è una novità, però qualche sorriso l'ha masticato, whiskey in una mano e incertezza nell'altra.
Volevo salutarlo, e ho radunato il Giovanni e Deseppo per una cosa schiva e privata e invece, ecco spuntare Chiara (peraltro da me invitata) e Richard (peraltro dal Deseppo invitato)...che il valoroso incuta timore?
Sono rimasto sorpreso dal suo atteggiamento, non sembrava una persona in partenza, ma un treno fermo in stazione. Io fremo quando parto. Ma chissà cose muove i misteriosi grovigli animali (nel senso di anima) di Panets...sono contento quando un mio amico parte, mi fa venire voglia di rischiare ancora, come canta Lorenzo, come chi gioca come si innamora.
D'un tratto ecco i Gioes, e Stikkio, e Pinta con Diana e RobyAnnaCapeWolloSalvo e Guli e Kas, a sorpresa, una pioggia di amici, di facce che non vedo quasi più e sono allegro, racconto di facoceri e tapiri e si ride, accanto al camino, il bk mi sembra quasi una locanda ideale, poi si tenta una zingarata alla 2Cv di Chiara che ride, ed è contenta di scoprirmi anche simpatico fra la gente e io le dico, "ma no" e lei "ma si"...
Vabbè, il calcetto ha poi ingoiato il tutto ma ci sta, esco mezzo brillo e c'è da portare Stikkio a casa, e chi lo porta? Io sono senza macchina ed è il turno di Salvo, che barcolla ma non molla e poi "ma sì che ci vuole, mi vuoi mollare qui?".
Guli se ne è andato silenziosamente...gli ho chiesto che s'aspettava da questo viaggio (io mi ostino a chiamarli viaggi e non vacanze), e lui mi ha risposto senza troppo entusiasmo, ma forse si tratta solo della sua flemma, che è la vacanza che lui e Ca non si erano concessi l'anno scorso. Ma io dico, 'sti cazzi vai a Cuba...vabbè, i viaggiatori non mi sono sembrati troppo entusiasti di ciò che li attende, secondo me non ne hanno la piena consapevolezza, sarà che per me il viaggio è un'esperienza così gratificante che salto e salto quando ne preparo uno...Guli è troppo formale, e basta.
Grandi cose auguro loro, anche di tornare.
06 January VeneziaVenezia va respirata.
Città che agonizza sotto i piedi del mondo, costruita sull'assurdo, dedalo pastello che affonda le dita nel portafoglio.
Vive di riflessi e onde, confonde il dove e il come, ma resta, incide e dona se stessa.
L'amo, è la seconda volta che la visito e ci tornerei...mi ha sempre regalato emozioni, la ritrovo nelle canzoni, la inseguo come un sogno che al mattino diffonde il suo profumo d'oblio.
E lascia echi d'ombra.
Nei vicoli segreti lontani dai giapponesi, là dove l'oro di San Marco non macchia i soffitti, è tutto un caracollare di memorie e assensi, di sussurri e sciabordii d'acque, le gondole sono le lame scure che incidono di silenzio lo specchio mutevole di quel verde sporco, che lentamente incombe, a sigillare la città nella sua inespugnabile cassaforte.
Qui si parla solo di emozioni, le architetture sono ovviamente da togliere il fiato...nn starò qui a commentarle.
Tra l'altro a Venezia mi sono capitate le più strane coincidenze degli ultimi mesi, tipo un guanto destro perso su Rialto e ritrovato in bungalow, schiocco di dita in playback nel buio della stanza (?!?) e altre cose...
Il capodanno altro non fu che un pretesto, uno stratagemma sociale per tornare là, dove il cielo si abbraccia col mare che scorre sui marmi che l'uomo scolpisce da solo, per fare uno sgarro agli Dei, per rivaleggiare in bellezza col resto del mondo.
Le maschere a Venezia ti perseguitano e Murano altro non è che una vetrina (questo è tutto ciò che ho potuto notare, era buio e le botteghe dei mastri vetrai erano chiuse).
La convivenza coi soci è stata molto buona, ci si poteva scannare e mordere e odiare e invece no, che bello, in uno spazio vitale piccoliiissiimo ci si è voluti bene...grazie, nn avrei retto altre tensioni.
Ci torniamo? Ci torniamo?
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